Sanità

Biondi: sull’ospedale di Fabriano strumentalizzazioni del sindaco smentite dagli atti

“La salute è un bene comune che va al di là delle divisioni ideologiche: un concetto semplice e pure fondato su un diritto costituzionale ma il sindaco di Fabriano si ostina a non volerlo capire. Basandosi su voci anziché, come dovrebbe da buon amministratore pubblico, sugli atti, ha trasformato il consiglio comunale aperto sulla sanità in un ring pensando di sferrare colpi da ko ai massimi vertici della Regione e dell’Ast che sono andati a vuoto perché fondati sul nulla. È agli atti come delibera di Consiglio n. 17 del 04.08.2021 la modifica del piano socio-sanitario, fatta dopo un solo anno di legislatura, con cui la Regione Marche ha concretizzato la volontà andare in controtendenza nazionale prevedendo, al posto degli ospedali unici, una rete sanitaria più capillare e diffusa sul territorio che è stata fondamentale per mantenere attiva un’infrastruttura cruciale come l’ospedale di Fabriano. È agli atti che, dal giugno scorso, si lavora al progetto di riqualificazione dell’area pediatrica per il quale abbiamo già messo a terra il raddoppio delle ore di presenza del personale e l’assunzione a tempo pieno di un nuovo pediatra e che si rafforzerà con l’espletamento del bando di concorso con cui è prevista l’assunzione di n. 3 unità per l’area citata. Le determine del Direttore Generale Ast n. 1834/2023 e n. 1835/2023,inoltre, rispondono alla cronica carenza di personale prevedendo la copertura a tempo pieno e indeterminato di 51 posti di dirigente in varie discipline e il reclutamento di personale infermieristico.
Perché allora il sindaco si ostina a negare i tanti passi in avanti che sono sotto gli occhi di tutti? Con le sue polemiche strumentali conferma quell’incapacità di dialogo istituzionale con cui sta progressivamente isolando la città e evidenzia l’incapacità di essere punto di riferimento cittadino in materia sanitaria come il ruolo di sindaco impone”.

È dura la replica dell’assessore regionale Chiara Biondi, consigliere comunale a Fabriano agli strascichi polemici in materia di sanità seguiti al consiglio comunale aperto sul tema svoltosi lo scorso 11 aprile
“I risultati ottenuti da questa giunta regionale non li vede solo chi, come il sindaco di Fabriano si tappa gli occhi in virtù del colore di casacca: invece di chiudere gli ospedali periferici come quello di Fabriano, stiamo garantendo la continuità dell’assistenza sanitaria pubblica senza ingerenze da parte del privato. – prosegue Biondi – Sono sotto gli occhi di tutti gli investimenti in edilizia sanitaria: per la nuova palazzina emergenze del Profili la Regione ha anche incrementato con 2 milioni di euro di risorse proprie l’investimenti (DGR 967 del 30 luglio 2021 oltre ad aver sostenuto oltre 200.000,00 € di spese tecniche per la progettazione. Inoltre Fabriano avrà una Casa di Comunità (investimento per € 1,1 mln di euro) e una Centrale Operativa Territoriale (per € 173.075) in fase di esecuzione come da DGR 114 del 14 febbraio 2022 e DGR 271 del 14 marzo 2022”.

Biondi sottolinea poi l’aumento delle prestazioni ambulatoriali, il primato dell’ortopedia, fiore all’occhiello assoluto della Regione Marche, l’implementazione dei servizi distrettuali e la costituzione di un dipartimento di prevenzione di tutto rispetto, tali da far diventare Fabriano un polo sanitario di rilievo per tutto l’entroterra montano.

“Gli sforzi per potenziare i servizi, come il pronto soccorso e la costruzione della palazzina delle emergenze, evidenziano un impegno concreto per migliorare l’offerta sanitaria locale. Sono risultati che meritano di essere riconosciuti per l’impatto su città e territorio – conclude Biondi – Nonostante le tante sfide affrontate, la Regione Marche ha dimostrato una determinazione senza pari nel preservare e potenziare un pilastro essenziale dell’assistenza sanitaria dell’entroterra. Rinnovo al sindaco l’invio alla massima collaborazione e ad un proficuo dialogo fra le istituzioni perché l’interesse da tutelare è solo e sempre quello del cittadino al di là delle appartenenze politiche”.

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