Sanità

Cancellieri: “Il parlamento vari una legge al più presto, occorre dare dignità alle persone come Fabio Ridolfi e alle loro famiglie”

Famiglie travolte e spesso lasciate sole ad affrontare queste situazioni così gravose sia psicologicamente che umanamente ed economicamente

“È necessario che il Parlamento si occupi al più presto del ‘fine vita’: serve una legge che possa disciplinare su questo importante e delicato tema. Si deve trovare il coraggio di farlo, intervenendo con un provvedimento giusto ed equilibrato che tenga anche conto delle diverse anime presenti nel paese”. L’appello arriva dal consigliere regionale della Lega Giorgio Cancellieri. Medico e amico di famiglia di Fabio Ridolfi, il 46enne di Fermignano deceduto nei giorni scorsi dopo aver fatto ricorso alla sedazione profonda, in quanto immobilizzato da 18 anni ad un letto in seguito ad una tetraparesi, il leghista evidenzia che “vivere queste situazioni in prima persona offre una prospettiva completamente diversa sulla sofferenza vissuta da questi malati e dalle loro famiglie”.

“Come medico e amico di famiglia di Fabio Ridolfi – sostiene – posso assicurare che è molto dura misurarsi con vicende di tale portata. Nel corso degli anni ho visto tanti casi come quelli di Fabio e sono tutti accomunati da una grande sofferenza fisica e psicologica che solo vivendo in prima persona può essere compresa. La vicenda di Fabio ci fa capire che non è più tempo di attendere e che è necessario fare in modo che per le persone che hanno deciso di porre fine alle proprie sofferenze e che hanno capacità di autodeterminarsi, possano farlo: lo Stato deve metterli in condizione di poter decidere della loro vita quando hanno ricevuto parere positivo dal Comitato Etico, ma serve una legge che disciplini in materia”.

“Fabio, essendo completamente immobilizzato e potendo muovere solamente gli occhi, non poteva ricorrere all’eutanasia, per questo, in assenza di una legge, si è dovuto ricorrere alla sedazione profonda che consiste nella sospensione dell’alimentazione – spiega Cancellieri -. ll mio appello accorato al Parlamento è quello di intervenire senza indugi, trovando un punto di conciliazione tra le opposte anime presenti nel paese, quelle più conservatrici e quelle più progressiste e scientifiche, serve un punto di incontro che guardi alla vicenda umana delle persone come Fabio e alle loro famiglie, travolte e spesso lasciate sole ad affrontare queste situazioni così gravose, sia psicologicamente che umanamente ed economicamente. Occorre ridare di dignità a queste persone, consentendo loro di intraprendere un percorso di fine vita. Serve consapevolezza e scendere sul campo per ‘toccare con mano’ queste vicende”.

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